IVA e fiscalità per gli ETS / Le novità per il 2026
ALCUNI AGGIORNAMENTI IN MATERIA DI IVA E FISCALITA’ PER I NOSTRI ENTI
Il Decreto Legislativo numero 186 del 4 dicembre 2025, entrato in vigore lo scorso 13 dicembre, contiene una serie di norme. Si tratta di correzioni tecniche, ed altre previsioni normative che mirano a semplificare e rendere più sostenibile l’adeguamento alla riforma fiscale che entrerà in vigore il prossimo 1° Gennaio (Titolo X del CTS) relativamente alle organizzazioni che operano con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
La norma più rilevante è il rinvio dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2036 del passaggio dal regime di “esclusione” (fuori campo IVA) a quello di “esenzione” Iva per gli enti non commerciali di tipo associativo.
Tale passaggio, fiscalmente neutro, avrebbe avuto notevoli ripercussioni burocratiche ed amministrative, la più rilevante delle quali sarebbe stata l’apertura della partita IVA per molti degli Enti che ne sono, ad oggi, sprovvisti.
Il Decreto prevede poi altri aspetti rilevanti per gli ETS, operativi dal prossimo 1° gennaio:
– Regime Forfettario per Odv e Aps: sale a 85.000 euro la soglia per l’accesso al regime forfettario, che prima riportava una soglia di 65.000 euro. Ci sono, poi altre norme collegate al regime forfettario per Odv e Aps, si elimina il riferimento (di cui all’art. 86, comma 8 del CTS) agli obblighi di certificazione dei corrispettivi per chi si avvale del regime forfettario; inoltre, viene aggiornato e modificato il D.P.R. 696/1996 sugli esoneri dall’obbligo di certificazione circa le cessioni e le prestazioni effettuate dalle associazioni sportive dilettantistiche e viene esteso anche alle Odv e alle Aps che si avvalgono del regime forfettario;
– Riguardo alle imposte sui redditi, viene inserita ai sensi dell’articolo 79-bis del CTS, una disciplina sulle plusvalenze in caso di passaggio di beni strumentali dall’attività commerciale a quella non commerciale per effetto del mutamento della qualifica fiscale. L’ente potrà optare per la sospensione della plusvalenza finché i beni restano destinati alle attività statutarie;
– Viene allineato il Decreto IVA alla normativa sugli Ets: dal punto di vista formale vengono sostituiti alcuni richiami testuali alle “Onlus”, che, con l’entrata in vigore del Titolo X del CTS a seguito del parere favorevole delle Istituzioni Comunitarie in merito al Regime fiscale, entro il 31 marzo dovranno trasformarsi in Ente del Terzo Settore, Vengono comunque escluse, in alcuni casi, le imprese sociali costituite in forma societaria, che rientrano nell’ambito del Terzo Settore, ma che, data la forma continuano ad avere, per alcune fattispecie, caratteristiche specifiche;
– IVA al 5% per le imprese sociali;
– Detrazione IVA per gli enti non commerciali: viene previsto che la detrazione sugli acquisti “promiscui” sia ammessa solo per la quota imputabile all’attività economica e viene introdotto l’obbligo di contabilità separata;
– Inoltre viene aggiornata la Legge 398/1991, precisando che il riferimento è solo alle “associazioni e società sportive dilettantistiche”.
Si tratta di diversi provvedimenti di natura fiscale che intendono aiutare e accompagnare gli ETS ad un più semplice passaggio e adeguamento al nuovo regime fiscale.
